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TiconBlu, il videogioco parla latino
Si snoda anche fra i vicoli di una Bologna mediovale, ormai nuovamente in mano alla Chiesa, dopo il dominio prima dei Pepoli e poi dei Visconti, e assediata dalla peste. C’è il castello dell’eroe, nell’attuale palazzo Pepoli Vecchio di via Castiglione, che è Nicolas Eymerich, il personaggio inventato da Valerio Evangelisti. Ma non solo, le storie galoppano dalla cittadella fortificata francese di Carcassonne all’immaginario villaggio dannato, dall'ossario sotterraneo al bosco che ricorda la selva oscura dantesca, all'abbazia fortificata dove vive il Male.
“E’ un’ adventure medievale-gotico-semihorror”, la definisce il suo ideatore, Ivan Venturi, che con i suoi colleghi della bolognese TiconBlu, conta di lanciare nel 2012 sul mercato mondiale il primo capitolo della trilogia di videogiochi su “Eymerich l’inquisitore”. Anche la lingua scelta è particolare e adatta all’ambientazione: il latino, con le sottotitolature nelle varie lingue. Perché? Perché Venturi voleva creare un prodotto “unico”.
Del resto, lui non ha mai scelto strade facili o scorciatoie. Classe 1970, Venturi a soli 17 anni crea il suo primo videogioco, con la sua Simulmondo; poi si dedica ai game educativi e nel 2003 fonda, insieme a Massimiliano Valentino Di Fraia, Koala Games, oggi diventata TIconBlu, che si occupa, in generale, di progettazione e realizzazione di videogiochi, anche online, e di computer grafica in 2D e in 3D. E inventarsi qualcosa di “unico” è stata sempre la mission delle sue aziende.
Non è caso, l’ultima “fatica” è stata un videogioco dedicato ai temi del commercio equo e dell’economia solidale, il primo su questi temi realizzato in Italia. “The invisible hand - La sfida per un mondo equo” (www.theinvisiblehand.it), infatti, è “un modo diverso e più vicino ai giovani di oggi per parlare di consumo critico”. Venturi sottolinea come in questo caso, “abbiamo voluto realizzare un progetto innovativo che coniuga l’educazione ai temi della cittadinanza globale al sostegno concreto ad alcuni progetti di sviluppo promossi da alcune Ong che da anni sono impegnate nei paesi del Sud del Mondo”. Scaricando il gioco direttamente dal sito è possibile, infatti, effettuare una donazione e decidere una percentuale da destinare ad una delle quattro Organizzazioni non governative coinvolte: Reggio Terzo Mondo, Asal, Progetto Mondo, Mlal, Osvic.
E adesso, dopo venti anni di produzione di videogiochi, si cambia. Tocca a Eymerich, e per realizzarlo la software house bolognese si è alleata con l’Imagimotion di Roma. “Ho scoperto i romanzi di Eymerich per caso, acquistandoli in una libreria di via San Vitale che stava chiudendo e stava svuotando gli scaffali. E mi sono appassionato” racconta Venturi. Del resto la storia è molto forte, coinvolgente, il protagonista è costretto a volte a comportamenti spietati. “Questo videogioco – conclude il programmatore – ci sta già impegnando da tre anni. Ogni enigma, ogni avventura, ogni dialogo è stato pensato per dare un’affascinante sensazione di inquietudine. La grafica sarà curatissima e la musica ruvida, a volte più che horror, inumana”.
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